Prevenzione e terapia delle malattie della circolazione sanguigna

L’abitudine al moto quotidiano: la migliore prevenzione e terapia.

Il movimento è senz’altro una forma efficace di prevenzione ma spesso può addirittura essere una vera e propria terapia.

Sarebbe importante che ogni persona si assicurasse quotidianamente almeno una passeggiata di 30 minuti, continuativa, senza soste e senza correre ma a passo “tranquillo”. Durante questa camminata è importante curare la postura, assicurandosii di mantenere la schiena ed il collo dritti, estesi il più possibile, con la testa alta (come se ci si stesse dando un sacco di arie). Le spalle vanno tenute ben indietro con il torace “aperto”.

La respirazione deve essere normale, non troppo profonda, non in affanno. Una corretta ventilazione, a “torace pieno”, ma non forzata e troppo frequente, migliora l’ossigenazione del sangue (riducendo i dolori muscolari negli arteriopatici) e facilita notevolmente il ritorno venoso e linfatico (letteralmente aiuta a sgonfiare le gambe!).

Dopo un lungo periodo di inattività bisogna riprendere l’abitudine al movimento in maniera molto graduale. Magari solo 5 minuti ma 4 o 5 volte al giorno. Facendo particolare attenzione alla postura, respirazione, etc… Dopo qualche giorno si può aumentare a 8 minuti di passeggiata alla volta, poi 10, quindi 15 e così via.

Una volta ripresa l’abitudine alla passeggiata quotidiana di 30 minuti provate ad utilizzare un contapassi per misurare la distanza percorsa: noterete che, con il passare delle settimane e in maniera del tutto inconsapevole (non guardate il contapassi se non alla fine della passeggiata!) la distanza percorsa nello stesso lasso di tempo sara’ aumentata, senza che voi abbiate provato fatica o affanno.

Il contapassi può anche essere utilizzato per valutare le distanze percorse durante tutta la giornata, tuttavia bisogna tenere ben chiaro in mente che solo la camminata continuativa ha effetto terapeutico. Tutti il resto può essere un extra ma non deve sostituire la passeggiata quotidiana.

In caso di flebopatie e linfopatie (malattie delle vene e dei linfatici) e tutte le volte che ci si trova in condizioni di “gambe gonfie” bisogna evitare l’eccessivo calore (come  stare troppo vicino a fonti di calore, immergersi in acqua troppo calda, cerette troppo calde,  etc…).

L’esposizione al sole non è dannosa, anzi i raggi solari aiutano la calcificazione, importante soprattutto nell’anziano ed in particolare ne sesso femminile, ma bisogna evitare che le gambe si surriscaldino, magari tenendole all’ombra e bagnandole sovente con acqua.

L’attività in acqua, possibilmente fresca, è uno dei migliori massaggi che si possano fare: se anche si dovesse pagare per accedere a piscine o spiagge attrezzate, ricordatevi che il massaggio offerto dal movimento dell’acqua è comunque compreso nel prezzo! L’ideale è camminare in acqua immergendosi almeno fino all’ombelico, in alternativa ci si puo’ appoggiare con il mento e le braccia ad un materassino, muovendo le gambe estese cosi’ da toccare la sabbia del fondo con la punta dei piedi.


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